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Come posso personalizzare Salesforce per adattarlo alle esigenze della mia azienda?
- 15/02/2025
- Scritto da: Grazia Livia Masulli
- Categoria: Salesforce
Salesforce rappresenta uno dei CRM più potenti e versatili sul mercato, ma il suo vero valore emerge quando viene adeguatamente personalizzato e adattato per utilizzare i processi aziendali specifici della nostra impresa. La personalizzazione di Salesforce richiede una comprensione approfondita sia di questo potente software che delle esigenze operative della nostra organizzazione.
Il primo passo della personalizzazione è l’analisi dei nostri processi di business esistenti e l’identificazione dei gap funzionali nella configurazione standard.
Un gap funzionale rappresenta situazione in cui non possiamo usare le funzionalità offerte nativamente da Salesforce per gestire le specifiche esigenze operative di un’azienda. Si tratta essenzialmente di quei processi (o requisiti aziendali) che non possono essere soddisfatti utilizzando le configurazioni standard di Salesforce. L’identificazione accurata di questi gap è fondamentale per definire una strategia di personalizzazione efficace, poiché determina quali aspetti del sistema richiedono interventi specifici.
Per trovare quali sono i gap è fondamentale mappare dettagliatamente i flussi di lavoro e comprendere quali sono le relazioni tra i diversi dipartimenti.
È interessante notare che a livello tecnico Salesforce offre diverse modalità di personalizzazione che non richiedono competenze di programmazione avanzate. Attraverso la funzionalità “point-and-click” è infatti possibile creare campi personalizzati, modificare i layout di pagina, implementare regole di convalida e automatizzare i processi tramite il “Flow Builder” (letteralmente il “Costruttore di Flusso”). Questo ci consente di costruire flussi di lavoro complessi utilizzando un’interfaccia visuale intuitiva, nella quale possiamo definire quali sono le condizioni, le azioni e le decisioni da prendere.
Per i casi in cui sono necessarie personalizzazioni più sofisticate è possibile usare Apex, il linguaggio di programmazione di Salesforce.
Apex è il linguaggio di programmazione proprietario sviluppato da Salesforce per la sua piattaforma Cloud – più o meno come ABAP è il linguaggio proprietario sviluppato da SAP. Si tratta di un linguaggio fortemente tipizzato (ossia con un rigido controllo sui tipi di dati – ogni variabile deve essere dichiarata con un tipo specifico come Integer, String, Boolean, ecc.) e orientato agli oggetti (, come ad esempio Java o C#).
Apex consente agli sviluppatori di creare flussi e transazioni di controllo sui server Salesforce in congiunzione con chiamate all’API Force.com.
Simile a Java, Apex consente di implementare logiche di business complesse, trigger e classi personalizzate.
I trigger in Apex sono meccanismi che rispondono automaticamente a eventi specifici del database, come l’inserimento, l’aggiornamento o l’eliminazione di record. In pratica un trigger è un codice che viene eseguito prima o dopo che si verifichino operazioni su oggetti Salesforce. Per esempio, un trigger può essere programmato per eseguire calcoli complessi, aggiornare record correlati, convalidare dati o inviare notifiche quando viene creata una nuova opportunità.
I trigger possono essere configurati come “before” (eseguito prima dell’operazione sul database) o “after” (eseguito subito dopo che l’operazione è stata completata), consentendo un controllo granulare sul comportamento del sistema.
Configurare i trigger può ovviamente aiutarci a far lavorare Salesforce nel modo che ci serve.
Anche Visualforce e Lightning Web Components offrono framework per lo sviluppo di interfacce utente personalizzate, integrando JavaScript, HTML e CSS.
Visualforce e Lightning Web Components rappresentano due generazioni di framework per lo sviluppo di interfacce utente in Salesforce, ciascuno con caratteristiche distintive e casi d’uso specifici.
Visualforce, introdotto nel 2008, è un framework basato su un modello “Model-View-Controller” che usa una sintassi simile all’ HTML, con l’aggiunta di tag proprietari di Salesforce. Questo framework consente di creare pagine personalizzate, che possono essere integrate nell’interfaccia di Salesforce o esposte come siti web esterni. La struttura di Visualforce prevede pagine (.page) che contengono il markup e controller Apex (.cls) che gestiscono la logica di business.
Lightning Web Components, introdotto nel 2019, è invece un’evoluzione verso standard web più moderni. Questo framework sfrutta i Web Components nativi del browser, combinandoli con funzionalità specifiche di Salesforce. Consente di costruire interfacce utente modulari, riutilizzabili e performanti, particolarmente adatte all’esperienza Lightning Experience.
A differenza di Visualforce, LWC adotta un approccio “client-side”, dove gran parte dell’elaborazione avviene nel browser dell’utente. Ogni componente è costituito da più file: un file JavaScript che definisce la classe del componente, un file HTML per il template, un file CSS per lo stile, e facoltativamente file di configurazione XML per i metadati.
L’architettura dei dati richiede particolare attenzione: oltre agli oggetti standard (Lead, Account, Opportunità), è possibile creare nuovi oggetti personalizzati con relazioni master-detail o lookup, implementando un modello dati che rispecchi fedelmente la struttura organizzativa.
Una definizione accurata dei tipi di campo, delle regole di sicurezza a livello di oggetto, campo e record tramite i profili e gli insiemi di autorizzazioni garantisce l’integrità dei dati e il rispetto delle normative sulla privacy (oltre ovviamente alle nostre normative aziendali).
Anche garantire una integrazione con sistemi esterni rappresenta spesso un requisito critico. Salesforce Connect consente di mappare oggetti esterni senza replicare i dati, mentre l’API REST e SOAP facilitano lo scambio di informazioni con applicazioni di terze parti. Per scenari più complessi, MuleSoft (acquisito da Salesforce) offre soluzioni avanzate di integrazione e gestione delle API.
La gestione efficace del ciclo di sviluppo richiede l’adozione di sandbox per testare le personalizzazioni prima dell’implementazione in produzione, utilizzando strumenti come Change Sets o soluzioni DevOps più avanzate come Salesforce DX per la gestione controllata dei rilasci.
Infine, è essenziale pianificare la formazione degli utenti finali, documentare tutte le personalizzazioni implementate e prevedere revisioni periodiche per adattare il sistema all’evoluzione delle esigenze aziendali, garantendo così un ritorno continuo sull’investimento effettuato.
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